
Ci sono alcune categorie di lavoratori che i consumatori sopportano meno. Quando se ne parla, non abbiamo mai trovato uno che ne parli bene.
Il motivo base è che il consumatore è consapevole che questo lavoratore lo sta fregando e frega anche lo Stato. Fruisce dei suoi servizi con disagio, anche se spesso non ne può fare a meno e, di conseguenza, si adegua, diventando anche suo “complice”.
Al primo posto ci sono i
taxisti. Spesso indisponibili quando ce n’è bisogno. In prima fila per boicottare chiunque voglia incrementare il loro servizio. Tariffe alte. Combutta con governi e amministrazioni locali per evitare la liberalizzazione.
Seguono i
balneari, in auge in questa stagione. Gestiscono le spiagge pubbliche come se fossero le proprie. Impediscono l’accesso agli arenili e impongono i loro servizi, complici le amministrazioni locali che spesso danno poca considerazione alle spiagge libere e, quando queste ultime ci sono, sembrano abbandonate a se stesse. Balneari che da anni boicottano (complici governi e amministrazioni di ogni tipo) le direttive Ue che impongono gare per la gestione delle spiagge.
Poi ci sono gli
artigiani (idraulici, muratori, giardinieri, etc) che fanno i preziosi verso chiunque. Trovarli è difficile. Il consumatore si deve sempre sottoporre ai loro ritmi e, di conseguenza, favoriscono offerte che, tra urgenze e necessità, hanno tariffe da strozzini. Se si paga “a nero” (modalità sempre offerta come migliore), per il consumatore è un po’ meno oneroso, complice il fatto che le eventuali fatture di questi artigiani non sono scaricabili nelle denunce dei redditi.
Infine ci sono
i venditori di servizi tipo telecomunicazioni ed energia. Mai trovato uno che non faccia una proposta fregatura. Molti di essi fanno contratti anche senza il consenso del consumatore e per tipologie e prezzi diversi da quelli proposti. Nonostante dicano sempre il contrario, i gestori dei servizi offerti, quando non sono monopolisti (tipico il servizio idrico) sono sempre complici di questi venditori. E sembra proprio che non capiscano che telefonare in continuazione per offrire fregature, forse alla fine qualcosa verrà meno anche a loro. Ignoranza diffusa anche in tutti i legislatori.
Una caratteristica di taxisti e balneari è la rendita di posizione: usufruiscono di vantaggi perché sono radicati nelle zone in cui operano e alimentano queste rendite di posizione grazie alle complicità dei poteri politici, giocando molto anche con la mediatizzazione dei loro problemi, in cui sempre si presentano con lacrimucce da vittime.
A questa caratteristica se ne aggiunge un’altra, in comune spesso con gli artigiani: sono aziende a conduzione più o meno familiare, e quindi, visti i sistemi fiscali vigenti e la tendenza ad essere il meno possibile fiscalmente adempienti, sono tra i maggiori evasori. Evasione facilitata da un drenaggio fiscale molto discutibile, macchinoso e con aliquote troppo alte che stimola i più a non adempiere (non i dipendenti, ovviamente, quando non sono “a nero”).
In questo contesto una “novità” si affaccia: il consumatore che, complice il proprio portafoglio sempre meno disponibile (checchè ne dicano al governo e dintorni), sta cominciando a dare alcune lezioni a questi non amati soggetti cercando ,dove possibile,
di fruire sempre meno dei loro servizi.
Qui il video sul canale YouTube di Aduc