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Consapevoli che stiamo distruggendo il Pianeta? Vegetariani e non solo

Editoriale · Vincenzo Donvito Maxia ·

Prima o poi bisognerà cominciare a porsi il problema di come mettere in atto la più grande rivoluzione che gli esseri umani dovrebbero fare: il diventare vegetariani. Il superamento di una cultura basata su alimentazione e sfruttamento dall'uccisione di altri esseri viventi. Rivoluzione non solo etica ma anche sanitaria, salutistica e naturalistica.

Utopia?

Al pari di quelle, pur se limitate per la loro specificità, della rivoluzione industriale (macchine al posto degli animali) e il superamento delle energie fossili. Mentre la rivoluzione industriale è molto acquisita, non si può dire altrettanto per le energie fossili (si pensi, per esempio, ai passi indietro del Green Deal in Ue e quanto accade negli Usa di Trump), ma la consapevolezza è diffusa e la trasformazione, con alti e bassi, è in essere. 

Col vegetarianesimo siamo in alto mare. 
A parte le scelte individuali (includendo anche la variante salutistica vegana), non ci sono politiche che favoriscano il superamento delle culture basate sull’uccisione degli animali (carne o pesce che sia). Scelte individuali che sono state in grado di generare nicchie economiche e culturali, ma pur sempre nicchie. 
Abbiamo trasformazioni degli allevamenti di animali da macello? No. Abbiamo investimenti scientifici per la clonazione da staminali animali e conseguente carne coltivata? No. Anzi. Le istituzioni italiane, per esempio, si vantano di essere all’avanguardia contro quella che, grazie all’approccio ignorante, chiamano carne sintetica. In altri Paesi, invece, siamo a nicchia delle nicchie (con le solite avanguardie scientifiche in Israele, ma anche lì super-nicchia).
Un po’ di letteratura, battute su Hitler che era vegetariano o su alcune forme di buddismo che non ammazzano neanche le zanzare, qualche associazione, industrie anche fiorenti per le loro nicchie. Un mercato in crescita, più costoso e affidato a scelte personali e industriali tutt’altro che stimolate.

E’ utopico pensare ad un Pianeta che, pur partendo sempre da se stessi, produca e si alimenti senza ammazzare gli animali?
Le spallucce di chi replicherebbe con una sorta di “è sempre stato così” possono essere superate? Come quando gli umani cominciarono a volare con delle macchine in cielo, ad affermare l’uguaglianza tra loro, ad andare sulla Luna. Certo, ci sono sempre le guerre dove ammazzare un umano viene giustificato/accettato… figurati ammazzare animali per cibarsi. Ma come tutti - proprio tutti, ognuno a suo modo- non vorrebbe le guerre e sostiene che fa di tutto per impedirle, possibile che non ci siano altrettanti tutti che siano consapevoli che ammazzare animali per nutrirsi non serve ed è dannoso in vari modi?

Riflessioni rispetto alle quali dire solo “parliamone” non ha più senso. Occorre impegno, individuale e collettivo, per organizzarci a superare lo stato dei fatti. Anche a partire dalla constatazione che, anche per l’alimentazione tramite animali ammazzati, così come stiamo andando avanti stiamo solo distruggendo il Pianeta.


Qui il video sul canale YouTube di Aduc


 
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