Il narcotrafficante uruguaiano latitante Sebastián Marset è stato arrestato la scorsa settimana durante un raid delle forze speciali boliviane, dopo essere sfuggito per anni alle forze dell'ordine internazionali. Nel giro di poche ore è stato estradato negli Stati Uniti, dove è ricercato per riciclaggio di milioni di dollari provenienti dal traffico illecito di droga.
L'arresto avviene appena due mesi dopo la ripresa delle operazioni della DEA (Drug Enforcement Administration) statunitense in Bolivia, a seguito di un'assenza di 17 anni.
Il presidente boliviano Rodrigo Paz ha salutato con favore l'operazione, affermando: "La cattura di Marset segna una svolta nella lotta contro la criminalità organizzata".
Su Marset, considerato uno dei più potenti signori della droga della regione, pendeva una taglia di 2 milioni di dollari statunitensi.
Durante gli anni della sua latitanza, Marset si è spostato con disinvoltura tra Bolivia, Colombia, Uruguay e Brasile, utilizzando spesso un passaporto boliviano falso collegato a una vasta rete internazionale di traffico di droga e riciclaggio di denaro.
Il presidente colombiano Gustavo Petro ha ripetutamente collegato Marset all'assassinio di Marcelo Pecci, un importante procuratore paraguaiano antimafia, avvenuto nel maggio 2022 mentre era in luna di miele nei Caraibi colombiani.
(OCCRP del 20/03/2026)