Le telefonate ripetute non sono rumore di fondo. Sono il primo atto di una truffa che in questo inizio di marzo 2026 sta colpendo un numero crescente di utenti italiani: il Ghost Pairing, la tecnica che consente a un criminale di agganciare il proprio dispositivo all’account WhatsApp della vittima e operare al suo posto - leggere chat, scaricare foto, inviare messaggi, colpire altri contatti. Lo schema che emerge dalle segnalazioni più recenti segue una sequenza precisa. Il bersaglio riceve una raffica di chiamate spam da numeri sconosciuti. Non servono a parlare: servono a creare stress, urgenza, frustrazione - ad abbassare la soglia di attenzione. Subito dopo arriva un messaggio WhatsApp da un contatto in rubrica, qualcuno di cui ci si fida, il cui account però è già stato compromesso.Il testo invita a cliccare su un link per partecipare a un concorso, visualizzare un contenuto urgente, completare una verifica. Dopo il clic, la vittima viene indotta a inserire un codice numerico o a scansionare un QR code per “autenticarsi”. Quel gesto non autentica nulla: collega il dispositivo del truffatore all’account WhatsApp del bersaglio.
(IlSole24Ore)