In occasione della Giornata mondiale dei diritti dei consumatori del 15 marzo, dedicata quest’anno al tema “Safe products, confident consumers”, Accessiway sottolinea un punto spesso trascurato: senza accessibilità digitale, la protezione dei consumatori non può dirsi davvero garantita.
La ricorrenza nasce per difendere i cittadini dalle ingiustizie del mercato e promuovere un consumo equo e responsabile. Ma quando si parla di accessibilità, il tema riguarda direttamente 13 milioni di persone con disabilità solo in Italia. Se un utente non riesce a leggere le informazioni di un prodotto, completare un pagamento, accedere a un avviso di sicurezza o a uno sconto tramite app o QR code, i suoi diritti fondamentali – informazione, sicurezza, pari opportunità – vengono compromessi.
“L’accessibilità non è un’opzione, è un diritto”
Raffaella Grisafi, presidente operativo dell’OIC, evidenzia come l’accessibilità sia ormai una leva strategica per la tutela dei consumatori: “Un sistema accessibile è più usabile, più fruibile e più sicuro. Non significa rispondere a un bisogno specifico, ma ribadire un principio generale di protezione. L’accessibilità non è un’opzione né una funzione: è un diritto.”
Grisafi ricorda inoltre che strumenti pensati per le persone con disabilità migliorano l’esperienza anche di utenti con scarsa alfabetizzazione digitale, barriere linguistiche o difficoltà legate all’età.
I dati: quasi tutti i siti presentano errori di accessibilità
Il WebAIM Million Report 2025 mostra un quadro critico:
- 94,8% dei siti web presenta errori di accessibilità
- le piattaforme di e-commerce registrano quasi il 40% di errori in più rispetto alla media
problemi più frequenti:
- contrasto colore insufficiente (79,1%)
- campi modulo senza etichette (48,2%)
- link poco chiari (45,4%)
Queste criticità impattano direttamente su pagine prodotto, condizioni di vendita, checkout e assistenza. Anche sul mobile la situazione non migliora: il report 2025 di ArcTouch segnala difficoltà diffuse nei percorsi utente delle app consumer, soprattutto in e-commerce e pagamenti.
QR code, app e programmi fedeltà
La crescente diffusione di sconti e promozioni accessibili solo tramite app o QR code rischia di escludere chi non può utilizzarli. Il risultato è concreto: un costo della vita più alto per chi è già in una condizione di fragilità.
Le barriere digitali incidono anche sulla sicurezza: pulsanti non etichettati, percorsi confusi e incompatibilità con screen reader possono rendere difficile verificare operazioni sensibili. In alcuni casi, persino l’ingrandimento dello schermo può essere interpretato dai sistemi antifrode come comportamento sospetto, bloccando l’accesso ai servizi.
European Accessibility Act
Con l’entrata in vigore dell’European Accessibility Act, l’accessibilità diventa obbligatoria per settori come e-commerce, servizi bancari, pagamenti online e viaggi. Tuttavia, l’adeguamento è ancora parziale e spesso privo di misure concrete. L’accessibilità diventa così non solo un tema di customer experience, ma anche di conformità normativa e gestione del rischio.
“Un mercato digitale inclusivo è un mercato più sicuro per tutti”
Jacopo Deyla, Chief Accessibility Officer di Accessiway, sottolinea come l’accessibilità sia un pilastro della tutela dei consumatori: “Se le avvertenze non possono essere lette, se un pagamento non può essere completato o se un alert antifrode non è consultabile, i diritti del consumatore vengono compromessi. L’accessibilità non può essere messa in secondo piano: garantire a tutti la possibilità di informarsi, acquistare e usare i servizi online significa rafforzare la fiducia e rendere il sistema più sostenibile per tutti.”
(FoodAffairs.it)