La recente decisione del Ministro della Difesa Guido Crosetto di non permettere agli aerei militari degli Stati Uniti l’uso della base USA ospitata all’interno dell’aeroporto militare dell’Aeronautica Militare Italiana di Sigonella per effettuare uno scalo operativo in Medio Oriente ha fatto scalpore, raccogliendo in tutti gli organi di informazione, mi pare, più approvazione che biasimo.
Siccome non mi intendo assolutamente di questioni così specifiche come i trattati sull’utilizzo delle basi aeronautiche degli USA in Italia, qui voglio soltanto prendere atto dell’atteggiamento di Crosetto, che mi pare molto corretto.
Che cosa è successo? Alcuni bombardieri statunitensi diretti in Medio Oriente, dove divampa la guerra scatenata contro ogni regola del diritto internazionale da Trump e Netanyahu, hanno comunicato tra il 27 e il 28 marzo, mentre erano già in volo, che sarebbero atterrati a Sigonella per continuare poi il loro viaggio verso il teatro della guerra. Lo Stato Maggiore dell’Aeronautica ha comunicato al suo Capo di Stato Maggiore, Luciano Portolano, che in questo caso non si trattava di voli normali o logistici e che quindi non erano compresi nel trattato con il nostro Paese. Portolano ha informato il ministro della Difesa e Crosetto ha dato l’altolà, perché, per una eccezione del genere, ci vuole una autorizzazione politica, cioè il permesso esplicito del Governo.
Crosetto è uno dei fondatori di Fratelli d’Italia, insieme a Giorgia Meloni e a Ignazio La Russa, e, quando ha detto quel NO, sapeva bene come la Capa di Governo, di fronte alla guerra scatenata dall’amico Donald, avesse tenuto quell’atteggiamento da equilibrista, in cui si è specializzata, dichiarando: «non condanno e non condivido», ma ha agito secondo la propria coscienza, come del resto ha fatto anche in altre situazioni, quando, per esempio, si scontrò con il collega Matteo Salvini, allorché si trattò di confermare gli aiuti militari all’Ucraina, distinguendo bene l’aggressore (la Russia di Putin) dall’aggredito (l’Ucraina, appunto), anche se allora quella era pure la linea di Meloni.
Ma in questo caso, egli ha spiegato che «Gli accordi internazionali distinguono ciò che necessita di autorizzazione del governo da ciò che è considerato automaticamente autorizzato. Un ministro deve solo farli rispettare. Tertium non datur».
E questa volta è stata Giorgia Meloni ad allinearsi, forse suo malgrado, facendo uscire da Palazzo Chigi la seguente dichiarazione: «L’Italia agisce nel rispetto degli accordi internazionali e degli indirizzi espressi dal governo alle Camere», affrettandosi subito dopo a precisare che «i rapporti con gli Stati Uniti restano solidi e improntati a una piena collaborazione».
Si può adesso aggiungere che, dal 24 marzo scorso, ci sono in circolazione notizie che suggeriscono che ella voglia adesso smarcarsi da Trump e Netanyahu, perché si sarebbe resa conto che una buona parte della sua sconfitta nel referendum del 22-23 marzo scorso è dovuta proprio al suo atteggiamento remissivo verso la guerra scatenata dai due feroci quanto scriteriati soci.
Crosetto, dunque, ha mostrato un notevole aplomb inusuale nella politica del governo, dove non si fa ciò che è giusto per il Paese, bensì solo ciò che sembra utile a guadagnarsi la simpatia del cosiddetto “popolo”, e con ciò il Ministro della Difesa dimostra che si può essere di “destra” ed essere, al contempo, custodi fedeli delle leggi della Repubblica e dei regolamenti che esistono per il bene del Paese. A questi lumi di luna, egli sembra un’eccezione, ma vorrei tanto che facesse scuola presso gli altri colleghi, ministri, sottosegretari deputati, senatori, e via dicendo. In questo modo ci sarebbero risparmiate le azioni politicamente vituperevoli di gente come Del Mastro & Co., le cui obbligate e tardive dimissioni, causa sconfitta del governo nel referendum, non confortano affatto le persone che si mantengono oneste in questa nostra società, dove a essere premiati non sono il merito e la competenza, ma sempre di più la furbizia, la raccomandazione, il familismo, l’impostura e l’intrallazzo.